Il phase-out delle centrali a carbone italiane deve avvenire in maniera graduale, anche tenendo conto dei “benefici modesti” sulla riduzione delle emissioni e del fatto che “i grandi paesi manifatturieri (Cina, Corea del Sud, Germania, Giappone, India e Taiwan, solo per citarne alcuni), continueranno a utilizzare un mix di carbone e nucleare per produrre energia elettrica anche oltre il 2025, anno in cui si concluderà il phase-out in Italia”.